{"id":12,"date":"2009-02-06T15:01:44","date_gmt":"2009-02-06T14:01:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/?page_id=12"},"modified":"2021-04-11T10:40:16","modified_gmt":"2021-04-11T09:40:16","slug":"natura","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/?page_id=12","title":{"rendered":"Natura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;accesso al <span style=\"color: blue;\">Rif. Flaiban &#8211; Pacherini<\/span>, per mezzo del sentiero che si snoda lungo la <span style=\"color: blue;\">Val di Suola<\/span>, consente di osservare in maniera ottimale i vari ambienti che costituiscono il <span style=\"color: blue;\">Parco Naturale delle Dolomiti Friulane <\/span>e, dal punto di vista botanico, permette anche all&#8217;escursionista alle prime armi di&nbsp;incontrare caratteristiche tipiche e rarit\u00e0 floristiche senza allontanarsi dal sentiero.<br \/>\nPartendo dall&#8217;abitato di fondo valle troviamo un ambiente profondamente modificato dall&#8217;uomo, costituito da boschi cedui e ampie zone a prato attraversate dal letto dell&#8217;alto corso del <span style=\"color: blue;\">Tagliamento<\/span> (e dei vari rii affluenti), che in queste zone pur avendo carattere tipicamente torrentizio non ha ancora l&#8217;ampiezza d&#8217;alveo che ne caratterizza i tratti pi\u00f9 meridionali.<a href=\"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/IMGP1405.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-537 alignright\" src=\"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/IMGP1405-1024x685.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/IMGP1405-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/IMGP1405-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a><br \/>\nSia partendo dall&#8217;abitato di <span style=\"color: blue;\">Andrazza<\/span> che da quello di <span style=\"color: blue;\">Vico<\/span>, attraversando i rispettivi ponti sul Tagliamento, si pu\u00f2 notare come l&#8217;alveo sia popolato da una rada vegetazione pioniera costituita da specie in gran parte erbacee o arbustive, dotate di estesi apparati radicali che consentono di procurarsi l&#8217;acqua in profondit\u00e0. Questa vegetazione detta glareicola varia in relazione alla disponibilit\u00e0 idrica, alla granulometria del terreno e a seconda di come le piene stagionali modificano il corso del fiume.<br \/>\nNei tratti d&#8217;alveo pi\u00f9 soggetti ad aridit\u00e0 durante le magre estive sono presenti popolamenti di <span style=\"color: blue;\">Dente di leone comune<\/span> (Leontodon hispidus) e di <span style=\"color: blue;\">Lattugaccio dei torrenti<\/span> (Chondrilla chondrilloides), assieme a tappeti di <span style=\"color: blue;\">Camedrio alpino<\/span> (Dryas octopetala) e di <span style=\"color: blue;\">Vedovelle celesti<\/span> (Globularia cordifolia), mentre, sulle zone meno soggette alle piene si insediano popolamenti di <span style=\"color: blue;\">salici<\/span>.<br \/>\nIl territorio, pur rientrando nella zona ancora interessata dall&#8217;azione termoregolatrice del non lontano Adriatico, \u00e8 tipicamente caratterizzato da un evidente abbassamento dei limiti altimetrici della vegetazione. L&#8217;elevata piovosit\u00e0, sommata allo scarso effetto massa ed all&#8217;orientamento trasversale delle catene montuose, determina la discesa della vegetazione verso altitudini inferiori.<br \/>\nQuesto fenomeno pu\u00f2 essere osservato iniziando a risalire la Val di Suola, dove si pu\u00f2 notare come il passaggio dal bosco termofilo, composto da <span style=\"color: blue;\">faggio<\/span> (Fagus sylvatica), <span style=\"color: blue;\">acero montano<\/span> (Acer pseudoplatanus), <span style=\"color: blue;\">pino silvestre<\/span>, <span style=\"color: blue;\">carpino nero<\/span> (Ostrya carpinifolia) e <span style=\"color: blue;\">orniello<\/span> (Fraxinus ornus), a formazioni forestali di lariceti e mughete sia piuttosto rapido, soprattutto per quanto riguarda la sinistra orografica della vallata che, pur essendo pi\u00f9 esposta a solatio, \u00e8 costituita dalle ripide pendici detritiche non del tutto stabilizzate della sovrastante catena delle <span style=\"color: blue;\">Fantuline<\/span> continuamente soggetta a franosit\u00e0. Nelle zone pi\u00f9 protette e meno soggette alle valanghe si notano ampie macchie dove larici e faggi riprendono il posto prevalentemente occupato dal <span style=\"color: blue;\">Pino mugo<\/span> (Pinus mugo) in associazione con specie arbustive come il <span style=\"color: blue;\">Pero corvino<\/span> (Amelanchier ovalis) e <span style=\"color: blue;\">Rhododendron hirsutum<\/span> e <span style=\"color: blue;\">Rhodotamnus chamaecistus<\/span>.<br \/>\nLa notevole ricchezza floristica di tutto il comprensorio del parco dipende dal fatto che le zone pi\u00f9 alte (nel nostro caso l&#8217;alta Val di Suola), rimanendo libere dai ghiacci durante l&#8217;ultima glaciazione, hanno consentito ad innumerevoli specie di poter continuare a sopravvivere. Oltre quindi alla molteplicit\u00e0 di specie tipiche della fascia temperata, sopravvivono degli autentici endemismi, cio\u00e8 organismi differenziatisi in loco in tempi lontani e rimasti oggi isolati in aree circoscritte, che costituiscono luoghi di particolare attrazione per l&#8217;escursionista anche per le singolari caratteristiche geologiche e climatiche associate.<br \/>\nTra questi endemismi evidenziamo l&#8217;<span style=\"color: blue;\">Arenaria huteri<\/span> (esclusiva delle dolomiti friulane, la ritroviamo nella Alta Val Cimoliana e nel gruppo del Monte Pramaggiore), il <span style=\"color: blue;\">Papaver rhaeticum<\/span> (tipico dei macereti calcarei dei ghiaioni alpini nella zona di Campoross e della Val di Suola), la <span style=\"color: blue;\">Campanula morettiana<\/span> (curioso esempio di vita tra gli anfratti rocciosi di forcella della Meda in Val Settimana), la <span style=\"color: blue;\">Daphne blagayana<\/span>, la <span style=\"color: blue;\">Polygala carniolica<\/span>, la <span style=\"color: blue;\">Primula tyrolensis<\/span> e <span style=\"color: blue;\">wulfeniana<\/span>.<br \/>\nTra tutte le particolarit\u00e0 floristiche vale la pena sottolineare la <span style=\"color: blue;\">Gentiana Froelichi<\/span> tipica della zona Fornese e che d\u00e0 il nome al <span style=\"color: blue;\">&#8220;Truoi dai Sclops&#8221;<\/span> (sentiero delle genzianelle), che collega in un ampio anello il Rif. Flaiban &#8211; Pacherini al Rif. Giaf e all&#8217;abitato di Forni di Sopra; inoltre, non pu\u00f2 non essere citata la <span style=\"color: blue;\">Pianella della Madonna<\/span> (Cypripedium calceolus), appariscente orchidea diffusa in tutto il parco e particolarmente in Val di Suola, dove pu\u00f2 essere ammirata nella sua spettacolare fioritura direttamente lungo il sentiero che sale al rifugio all&#8217;inizio di&nbsp;giugno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;accesso al Rif. Flaiban &#8211; Pacherini, per mezzo del sentiero che si snoda lungo la Val di Suola, consente di osservare in maniera ottimale i vari ambienti che costituiscono il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e, dal punto di vista botanico, permette anche all&#8217;escursionista alle prime armi di&nbsp;incontrare caratteristiche tipiche e rarit\u00e0 floristiche senza allontanarsi &hellip; <a class=\"read-excerpt\" href=\"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/?page_id=12\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-12","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":990,"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12\/revisions\/990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifugioflaibanpacherini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}